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Vocazione

La vocazione

 Una simpatica introduzione …

Il concetto di vocazione continua ad essere per molti distratti un concetto quasi “sovrumano”: tra l’uomo e la sua libertà si frapporrebbe un Dio che di punto in bianco lo chiamerebbe, quasi obbligandolo, a servirlo, generalmente nella vita consacrata.  Ma il come, il dove e il perché rimane per costoro un mistero.  La logica conclusione di questa sorta di “psicodramma” è: “Aiuto! Ho paura della vocazione!”

Ma in realtà le cose non stanno proprio così, perciò cerchiamo di mettere un po’ di ordine.

Solitamente siamo portati a pensare alla vita come a una serie di scelte, dove alla fine tutto dipende da noi: noi siamo semplicemente il frutto delle nostre decisioni, e ogni giorno viviamo solo delle nostre scelte: dove andare, cosa fare, cosa mangiare, a chi voler bene …

Ma caro fratello o sorella, se ci pensi bene, non è così: la vita, sin dalla sua origine, non è una scelta ma è una chiamata.  Vuoi un esempio? Qualcuno ti ha forse chiesto il permesso prima di darti l’esistenza e metterti al mondo?  No.  Sei stato chiamato alla vita, e il perché è uno solo: l’amore.  L’amore dei tuoi genitori, ma prima ancora del loro, l’amore di Colui che ti ha voluto, pensato e creato!  Sì, sei stato creato per amore, e la prima grande risposta che puoi dare, è il tuo sì alla vita, unica e meravigliosa!   E questo Qualcuno, sappilo per inciso, non ti ha solo creato, ma vuole per te il meglio: ti vuole con sé per sempre, per darti quella pienezza di felicità e di senso che vai cercando. Chi non vorrebbe esistere per essere eternamente felice?   Ma non solo!  Dio ha persino progettato un qualcosa di meraviglioso che tu potresti compiere nella tua vita, un progetto unico che solo tu puoi realizzare; e scommette che proprio tu, con tutti i tuoi limiti e debolezze, se ti fiderai di Lui, lo potrai realizzare!  Sì, Dio “crede” in te, ed è pronto a donarti tutto ciò di cui hai bisogno per farlo!  A te solo richiede solo di fidarti di Lui, di saperti “mettere in gioco”, facendo coincidere la tua libertà con la Sua, proprio come ha fatto Gesù, collaborando con Lui per la salvezza del mondo!

Sembrano “cose dell’altro mondo”, eppure, per chi è più attento e profondo, sono cose che si possono perfettamente rintracciare nel cuore: infatti ciascuno porta in se il “bisogno” di scoprire il senso pieno della propria vita e “l’avvertenza” di un qualcosa da realizzare, di una missione da compiere. E per di più, questo ci viene confermato in maniera inconfutabile dall’esperienza di molti uomini e donne testimoniata sia dalla Sacra Scrittura che dalla vita di tantissimi santi!

Perciò il giovane in ricerca è colui che reca nel cuore un amore più grande e un desiderio di vera felicità che supera le meschine voglie di autorealizzazione e successo mondano.  Allora non si tratta più di pensare che Dio vuole imporre qualcosa a te  che ti impedirebbe di realizzarti, ma si tratta di scoprire che cosa Dio ha pensato per te, dove si trova la tua verità e la tua eterna beatitudine!

 

LA “SIGNORA VOCAZIONE”

La parola “vocazione” deriva dal latino vocare che significa chiamare.  In greco il verbo kaleomai indica l’atto diretto o mediato di interpellare qualcuno per farlo più vicino a sé; significa anche nominare qualcuno (dargli un nome) o invitare qualcuno a una festa: è dunque un qualcosa di bello, che dà alla persona una dignità, un volto, finalizzato alla sua pienezza di vita. Come abbiamo già visto, tutta la vita è una vocazione, cioè una chiamata, ed è importante chiarire che:<<entrambi (ossia) il sacramento del matrimonio e la verginità per il Regno di Dio, provengono dal Signore stesso>> (CCC 1620) e quindi sono delle vocazioni. Sì, è importante ricordare che tutta la vita che il buon Dio ci ha donato è una vocazione ad amare Dio e il prossimo, ognuno nella sua misura e nel proprio stato di vita, altrimenti ci potrebbe capitare come a quella simpatica ragazza che per un bel po’ non dormì più la notte... e volete sapere il perchè? Beh, perchè pensava che questa misteriosa vocazione potesse venire a lei sotto forma di una persona e così dirle: “Salve sono la vocazione!” 

E lei non aveva nessuna voglia di incontrare questa vocazione personificata perchè pensava che l’unica vocazione fosse quella della vita religiosa! Poi questa ragazza cresciuta un pochino comprese che ogni vita è una chiamata ed una vocazione... e che non tutti sono chiamati alla vita consacrata, ma che c’è anche la vita matrimoniale, sacerdotale, al laicato impegnato... e andò a finire che non ebbe più così tanta paura di incontrare, o per meglio dire, di scoprire la sua vocazione, il progetto d’amore che Dio aveva disegnato per lei (e qui apro e chiudo una piccola parentesi: sappiate che molti confondono la vocazione con il mestiere e dicono: vorrei aiutare il prossimo, perciò mi piacerebbe fare il medico, l’assistente sociale, il pompiere .. tutte cose nobilissime, ma un conto è il “cosa fare”, un altro conto è “lo stato di vita”: sposato, non sposato, consacrato …)

Sì, il progetto d’amore che Dio aveva disegnato per lei, perché per ognuno di noi Dio ha un progetto d’amore e di pace proprio come lui ci ricorda:     <<Io, infatti, conosco i progetti che ho fatto a vostro riguardo – dice il Signore - progetti di pace e non di sventura, per concedervi un futuro pieno di speranza>> (Ger 29,11).  

UN ALTRO PASSETTINO AVANTI …

Adesso, avendo capito che il progetto di Dio è il “TOP” che tu possa realizzare nella vita, approfondiamo un po’ il concetto ...

Da quanto abbiamo visto, tutta la vita è un atto di amore.  Perciò nella vita del cristiano, la prima vocazione è rispondere a quest’amore, amando Dio con tutto il cuore e il prossimo come se stesso. Gesù ci dice che qui è il cuore del Vangelo, perciò se manca l’amore vero, tutto il resto è vanità!  Ovviamente non un amore inteso in modo umano e frivolo, ma in modo pieno e vero come Gesù ci ha mostrato e detto: amatevi come io ho amato voi, quindi un amore che sa donarsi agli altri completamente e fino alla fine.  Gesù, oltre a darci la grazia per poter amare veramente, è anche l’esempio di amore perfetto che siamo chiamati ad imitare, e in quest’amore c’è la pienezza di senso che tutti gli uomini vanno cercando. Sant’Agostino direbbe: ci hai fatti per amare, e il nostro cuore è inquieto finché non riposa in te!

Questa vocazione universale ad amare, possibile grazie allo Spirito Santo effuso nei nostri cuori (cfr Rm 5,5), si declina poi nella vocazione particolare di ciascuno di noi, dove ognuno è chiamato ad essere discepolo di Gesù in un particolare stato di vita.  
E’ chiaro che parlare di vocazione non significa parlare di una telefonata ricevuta da un amico o di un qualcosa sentito dire per televisione, ma è una chiamata interiore. E’ Dio che ispira nel profondo il desiderio di seguirLo; perciò è sempre qualcosa di intimo e personale che si intende con il cuore, e che è estremamente concreto; può diventare col tempo una sorta di “chiodo fisso”, che in un certo modo non “ti lascia in pace”, perché ti ritrovi a non vivere quella pienezza di pace in nessun altro stato di vita o impegno, per quanto bello e santo che sia, se non in quello che magari devi ancora scoprire! A questo “impulso interiore della Grazia”, è importante poi che consegua la nostra risposta, realizzando con prontezza quanto abbiam capito che il Signore ci chiede, recidendo con la spada dello Spirito, cioè con la parola di Dio (cfr Ef 6,17; Eb 4,12), tutti quei lacci che spesso ci tengono imbrigliati nel tiepido sopore del “ma sì, c’è tempo, Dio è buono e sicuramente capirà ... e poi mica sono così importante”, come per esempio: affetti, desideri di realizzarsi umanamente, paura di fallire, paura di deludere i genitori, incapacità di morire a sé stessi e alla voglia di “libertà”, ricerca della strada più gradevole e comoda ...

Troviamo il significato e il “mistero della vocazione ad essere discepoli di Gesù” nelle parole che il Signore rivolse ad Andrea e Giovanni«Venite e vedrete» (Gv 1, 39) , racchiuso nel legame inscindibile tra la prioritaria chiamata di Dio e la successiva libera risposta dell’uomo.

Perciò parlando di vocazione, specialmente alla vita consacrata e al sacerdozio, è importante la consapevolezza ed il rispetto della priorità della chiamata di Gesù: «Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi ...» (Gv 15,16), che esclude ogni pretesa e ogni forzatura: sia da parte del soggetto che non può autochiamarsi, "ma io vorrei farmi  frate, vorrei farmi suora", perché la vocazione  è iniziativa di Dio;  sia da parte di quanti collaborano all'azione divina: nessuno può im­porre una vocazione! 

La vocazione si presenta quindi, in quanto chiamata,  come  un atto libero di Dio, che rivela il suo nome all’uomo (cioè chi è chiamato a diventare), scegliendolo prima della sua nascita (cfr Ger 1,5; Gal 1,15).  Dio crea l’uomo secondo il progetto d’amore che ha per lui (cfr Is 43,1), perché l’uomo gli appartiene e la Sua elezione lo raggiunge durante la vita. Dio vuole instaurare e instaura con ognuno un rapporto diretto e personale, tant’è che ogni chiamato può ripetere con il beato J. Newman:  “io sono stato creato per fare o per essere qualche cosa per cui nessun altro è stato mai creato … In qualche modo, sono tanto necessario io al mio posto quanto un arcangelo al suo”.

 Ecco quindi l’importanza di decifrare e percorrere con l’aiuto della giusta guida spirituale il dinamismo proprio della vocazione nel suo sviluppo graduale e  concreto: cercare Gesù,  rimanere con Lui e l’essere mandati,  in ogni tempo, in ogni stato, nella propria chiamata e nella propria misura!


 

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