discernimento

«Cercate di render sempre più sicura la vostra vocazione e la vostra elezione. Se farete questo non inciamperete mai» (2Pt 1,10).

Discernimento vocazionale 

Il 2 febbraio la Chiesa Cattolica celebra la Presentazione del Signore. Nella festa della Presentazione ricordiamo che Giuseppe e Maria presentarono Gesù al tempio; non rivendicarono il bambino come loro proprietà, ma lo offrirono in dono al Padre celeste. In realtà era Gesù stesso che si presentava ed offriva al Padre. Chiaramente egli è venuto non per compiere la sua volontà, ma la volontà del Padre dei cieli; non aveva un suo proprio progetto da realizzare, ma quello del Padre.

E’ qui il cuore, il segreto della santità per tutti: donarsi, offrirsi per rispondere alla chiamata del Padre.

Naturalmente dopo aver compreso ciò, se stai cercando veramente la volontà di Dio ti domanderai: ma dove mi chiama il Padre? Qual è la missione che Egli già dall’eternità mi ha affidato, la mia vera e unica missione per la quale sono stato creato? In che modo servirlo? Da sposato/a o da consacrato/a? In quale posto?

gesu_manoInfatti, a tal proposito, ti ricordo che S. Paolo paragonando tutti noi ad un unico corpo così scrive: «Come in un solo corpo abbiamo molte membra e queste membra non hanno tutte la medesima funzione, così anche noi pur essendo molti, siamo un solo corpo in Cristo e ciascuno per la sua parte siamo membra gli uni degli altri» (Rm 12, 4-5), «… ora,… Dio ha disposto le membra in modo distinto nel corpo, come egli ha voluto» (Cor 12,18).

Dunque, se Dio ha disposto queste membra in questo corpo come Egli ha voluto, donando ad ognuno di queste membra (cioè ad ognuno di noi) un particolare carisma: «ti sei chiesto/a, in quale parte del corpo devi andare ad innestarti?» Puoi infatti tu, creato/a ad esempio per fare la mano, dire a Dio:
«Voglio fare l’occhio?».

Puoi tu, creato/a ad esempio per fare il piede, dire a Dio: «Voglio fare l’orecchio ?». Non pensi che finiresti per trovarti fuori posto?

Dunque fai molta attenzione! Perché se tu, arrivato/a al bivio della tua vita – matrimonio o vita religiosa – volessi fare di testa tua, seguendo il tuo consiglio e non quello del Signore, sappi che così facendo in tutti e due i casi rischieresti seriamente di sbagliare. E sai perché? Perché nel caso tu decidessi di sposarti, Preghiera marementre la volontà di Dio fosse quella di farti religioso o religiosa, correresti il grande rischio di ritrovarti un giorno accanto ad una persona che ti potrebbe seriamente deludere; mentre nel caso tu decidessi di farti religioso o religiosa solo per fare l’eroe, mentre la volontà di Dio fosse tutt’altra – perché non ne saresti capace di portarne il peso – e poi vinto dalle tentazioni ti voltassi indietro ritornando sui tuoi passi, sappi che a tal proposito sta così scritto: «Nessuno che ha messo mano all’aratro e poi si volge indietro è adatto al regno di Dio» (Lc 9,62)

Quindi dopo ciò, tu mi potresti dire: «Ma allora, in questo caso, cosa bisogna fare, per “capire e fare” la volontà del Signore?».

Beh, a tal proposito ti ricordo che così sta scritto: «Chi ..., volendo costruire una torre, non si siede prima (attraverso un posato e meditato ritiro) a calcolarne la spesa, se ha i mezzi per portarla a compimento? Per evitare che, se getta le fondamenta e non può finire il lavoro, tutti coloro che vedono comincino a deriderlo, dicendo: Costui ha iniziato a costruire, ma non è stato capace di finire il lavoro» cfr (Lc 14,28-30).

Quindi, per non buttare via la prova di questa breve vita (che come sta scritto è di circa): «70-80 per i più robusti, e quasi tutti fatica e dolore»bussola (Sal 90,10), non ti rimane altro che inginocchiarti e chiedere al Signore con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutta la tua mente, che ti faccia trovare un posto ideale per te, dove il tuo lavoro principale sia quello di metterti in preghiera. E li, nel silenzio, che il Maestro interiore parlerà al tuo cuore e nel silenzio che sarai capace di udire e vedere i segnali che Dio ti manderà, cosi da soddisfare la tua intelligenza ed appagare il tuo cuore.

A tal proposito desidero farti un esempio molto concreto, colquale non voglio ridurre la vocazione auna “compravendita di scarpe”, ma solo aiutarti pedagogicamente a cercare e trovare il giusto cammino per te. Supponi di dover comprare un paio di scarpe: che cosa fai? Le immagini e le pensi solamente, standotene comodamente seduto in poltrona a casa o una volta pensato a ciò che ti potrebbe servire, ti metti in cammino verso un negozio? Suppongo che tu ti metta in cammino; e una volta giunto al negozio che fai? Ti limiti a guardare le scarpe dalla vetrina o entri nel negozio? E una volta entrato, compri subito quelle che ti piacciono esteriormente, col rischio che poi ti facciano male, oppure le provi? Suppongo che tu ovviamente prima le provi e poi valuti se quelle scarpe sono proprio quelle che ti "calzano a pennello".
Ecco, così in un certo modo è anche la ricerca delle tue “scarpe vocazionali”, cioè del tuo cammino: vedere e informarti alla luce di ciò che inizi a sentire nel tuo cuore è già molto importante, e sarà poi attraverso l’esperienza diretta in una comunità o congregazione (e il conseguente cammino di discernimento vocazionale) che il Signore ti potrà dare tanti segni di conferma, facendoti anche trovare la gioiosa certezza interiore che quelle sono "le giuste scarpe per te"!
E se anche ti sentissi avanti con gli anni o dovessi fare più prove, non ti intristire ma continua a cercare, e vedrai che il giusto cammino “sulle orme di Cristo” riuscirai a trovare! (cfr 1Pt 2,21).
In conclusione mio caro fratello e sorella in ricerca vocazionale, ricorda che: La vocazione non la si trova semplicemente dopo aver riflettuto ed esaminato le varie strade: ma è una risposta che si ottiene con la preghiera (S.Edith Stein Pensieri n. 23)

edith steinQuindi, ti raccomando, non sprecare questa occasione della tua vita,occasione unica e irripetibile per tutta l’eternità, perché come dice S. Edith Stein:

«Alla fine di questa vita, il rimorso più grande sarà quello di non essere morti santi!».

Allora … il migliore augurio che ti possiamo fare … e quello di metterti in ricerca della volontà del Signore se ancora non l’avessi fatto e di fare un buon cammino di discernimento vocazionale …

E grida verso il cielo: 
Signore, cosa vuoi che io faccia?