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Il senso della vocazione al matrimonio

Quando Dio ha creato il genere umano, ha plasmato una famiglia; quando il Verbo di Dio è venuto in terra, ha voluto nascere in una famiglia; quando Gesù ha iniziato la sua vita pubblica, stava festeggiando una nuova famiglia. Dio ha avuto talmente a cuore la famiglia, l’ha pensata come realtà di tale importanza da imprimervi la sua stessa impronta: essa, infatti, riflette la vita stessa di Dio, la vita della Santissima Trinità. E ciò è sufficiente per dire cos’è per Dio la famiglia (Card C. Caffarra)



IL SENSO DEL MATRIMONIO CRISTIANO

Il matrimonio cristiano, in virtù della redenzione operata da Cristo, è una forma di consacrazione, un cammino di santità che i coniugi percorrono insieme:

Quando un uomo e una donna celebrano il sacramento del Matrimonio, Dio, per così dire, si “rispecchia” in essi, imprime in loro i propri lineamenti e il carattere indelebile del suo amore. Il matrimonio è l’icona dell’amore di Dio per noi. Anche Dio, infatti, è comunione: le tre Persone del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo vivono da sempre e per sempre in unità perfetta. Ed è proprio questo il mistero del Matrimonio: Dio fa dei due sposi una sola esistenza. La Bibbia usa un’espressione forte e dice «un’unica carne», tanto intima è l’unione tra l’uomo e la donna nel matrimonio. Ed è proprio questo il mistero del matrimonio: l’amore di Dio che si rispecchia nella coppia che decide di vivere insieme. Per questo l’uomo lascia la sua casa, la casa dei suoi genitori e va a vivere con sua moglie e si unisce tanto fortemente a lei che i due diventano – dice la Bibbia – una sola carne. San Paolo, nella Lettera agli Efesini, mette in risalto che negli sposi cristiani si riflette un mistero grande: il rapporto instaurato da Cristo con la Chiesa, un rapporto nuziale (cfr Ef 5,21-33). La Chiesa è la sposa di Cristo. Questo è il rapporto. Questo significa che il Matrimonio risponde a una vocazione specifica e deve essere considerato come una consacrazione. E' una consacrazione: l'uomo e la donna sono consacrati nel loro amore. Gli sposi infatti, in forza del Sacramento, vengono investiti di una vera e propria missione, perché possano rendere visibile, a partire dalle cose semplici, ordinarie, l’amore con cui Cristo ama la sua Chiesa, continuando a donare la vita per lei, nella fedeltà e nel servizio (papa Francesco)


La grazia del sacramento, che rende i coniugi “una sola carne”, alimentata con preghiera, aiuta gli sposi a vivere la loro relazione con esclusività, fedeltà e fecondità cosicché, donandosi giorno dopo giorno, a servizio del bene dell’altro, possano diventare sempre più uniti, sempre più “una cosa sola”. Inoltre, aprendosi al dono della vita, gli sposi si dispongono ad accogliere il dono i figli che Dio vorrà affidargli perché li aiutano a crescere santamente.


La grazia propria del sacramento del Matrimonio è destinata a perfezionare l'amore dei coniugi, a rafforzare la loro unità indissolubile. In virtù di questa grazia essi «si aiutano a vicenda per raggiungere la santità nella vita coniugale, nell'accettazione e nell'educazione della prole». Cristo è la sorgente di questa grazia… Egli rimane con loro, dà loro la forza di seguirlo prendendo su di sé la propria croce, di rialzarsi dopo le loro cadute, di perdonarsi vicendevolmente, di portare gli uni i pesi degli altri, 301 di essere « sottomessi gli uni agli altri nel timore di Cristo » (Ef 5,21) e di amarsi di un amore soprannaturale, tenero e fecondo. Nelle gioie del loro amore e della loro vita familiare egli concede loro, fin da quaggiù, una pregustazione del banchetto delle nozze dell'Agnello. (Catechismo della Chiesa Cattolica 1641-1642).

Dicendo il loro sì, i due sposi si impegnano ad essere l’uno per l’altra “via al cielo”, ora e per sempre, comunicandosi amore giorno dopo giorno, quell’amore che trova la sua sorgente ultima in Dio.

«L’uomo e la donna, per le nozze, non sono più due ma uno. Dividersi, dopo una tale unificazione, vuol dire uccidersi, svenandosi. E’ la morte. Perché l’unione coniugale si conservi, non c’è altra corrente coesiva che l’amore: ma un amore che viene dall’amore di Dio, superiore alle vicende della natura e agli umori degli uomini. Se guardo alla mia vita, posso dire che il matrimonio riesce nella misura in cui realizza questo amore. Il suo valore sta prima di tutto in questo, e non nei titoli bancari, nel benessere, nel successo, e neppure nell’aspetto prestante e gradevole. Diventa tomba dell’amore quando, esaurite le attrazioni fisiche scambiate per amore, viene meno lo spirito che lo vivifica. Volersi ogni giorno più bene, non far caso ai difetti, non far caso ai torti, perdonare sempre, tornare sempre ad amarsi… Allora la vita diventa una gioia. Mentre l’indifferenza, l’egoismo, a che servono? Servono a creare l’inferno in terra. Due sposi che perdono tempo a non amarsi, sono due creature che perdono tempo a morire. Se invece si amano, Dio passa tra di loro. Ecco come la casa diventa una casa di felicità, pur in mezzo alle prove più grandi» (Igino Giordani)



Segni di vocazione

Un matrimonio non si improvvisa e non si può fondare suolo sentimento, sui facili entusiasmi o mossi dalla paura di restare soli. Il matrimonio è una vocazione, una chiamata di Dio; quindi per arrivare alla certezza interiore che quella sia la persona giusta è importante fare un cammino di discernimento.


Fidanzamento, tempo di discernimento

Il tempo del fidanzamento è un tempo prezioso di discernimento e di crescita nell’amore. Oltre al piacersi e allo stare bene insieme, è importante imparare a conoscersi, ad amarsi nella verità, a progettare e ad affrontare le cose insieme... La vita di coppia non si improvvisa, si costruisce giorno dopo giorno e sarà tanto solida quanto solide sono le fondamenta umane e spirituali:

Il fidanzamento… è il tempo nel quale i due sono chiamati a fare un bel lavoro sull’amore, un lavoro partecipe e condiviso, che va in profondità. Ci si scopre man mano a vicenda cioè, l’uomo “impara” la donna imparando questa donna, la sua fidanzata; e la donna “impara” l’uomo imparando questo uomo, il suo fidanzato… L’alleanza d’amore tra l’uomo e la donna, alleanza per la vita, non si improvvisa, non si fa da un giorno all’altro… [ma] bisogna camminare. L’alleanza dell’amore dell’uomo e della donna si impara e si affina (papa Francesco)


Inoltre il fidanzamento è anche un tempo di “allenamento” alla fedeltà, alla fiducia, al dominio di sé, all’attesa, per arrivare a donarsi pienamente a tempo debito.

“Chi pretende di volere tutto e subito, poi cede anche su tutto – e subito – alla prima difficoltà (o alla prima occasione). Non c’è speranza per la fiducia e la fedeltà del dono di sé, se prevale l’abitudine a consumare l’amore come una specie di “integratore” del benessere psico-fisico. L’amore non è questo! Il fidanzamento mette a fuoco la volontà di custodire insieme qualcosa che mai dovrà essere comprato o venduto, tradito o abbandonato, per quanto allettante possa essere l’offerta…. La Chiesa, nella sua saggezza, custodisce la distinzione tra l’essere fidanzati e l’essere sposi - non è lo stesso - proprio in vista della delicatezza e della profondità di questa verifica. Stiamo attenti a non disprezzare a cuor leggero questo saggio insegnamento, che si nutre anche dell’esperienza dell’amore coniugale felicemente vissuto. I simboli forti del corpo detengono le chiavi dell’anima: non possiamo trattare i legami della carne con leggerezza, senza aprire qualche durevole ferita nello spirito (1 Cor 6,15-20)” (papa Francesco).>



Condizioni necessarie per un matrimonio cristiano

Come fa notare Youcat (= Catechismo dei giovani) AL N. 262, per un matrimonio cristiano sono necessari tre elementi:

  • 1) Il libero consenso
  • 2) Il desiderio di un legame esclusivo destinato a durare tutta la vita
  • 3) L’essere disposti a ricevere dei figli.

L’elemento più profondo in un matrimonio cristiano è tuttavia la coscienza della coppia di essere immagine vivente dell’amore fra Cristo e la Chiesa. Cioè, detto in modo semplice, l’aver maturato che proprio quella è la persona che Dio ha sognato per me e il volermi donare a lei per sempre e fino in fondo, aprendomi con lei al dono della vita. Di conseguenza, è importantissimo che il matrimonio sia davvero celebrato “a tre”: lui, lei e l’Altro, ovvero Gesù, vivo, risorto e presente nella vita della coppia credente.



Testimonianze di sposi cristiani

Qui di seguito trovate delle piccole testimonianze di sposi cristiani, di come hanno vissuto il loro fidanzamento e di come hanno maturato la loro vocazione.



Esempi di santità matrimoniale

Qui sotto trovate delle piccole biografie di persone sposate che la Chiesa ci propone come modello per quanti sono chiamati alla vita matrimoniale, che hanno raggiunto nel loro stato e nella loro misura la beatificazione e la santità.