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Vocazione e Discernimento

La Vocazione…

“Dio ha creato ogni singola persona per uno scopo, e questo scopo viene realizzato da noi. L’unica cosa che dobbiamo fare è scoprirlo"

Card. Luis A. Tagle

La vocazione è quel colore che Dio ha dato alla tua anima, quella speciale sfumatura, così bella da essere unica e irripetibile. E solo quando avrai scoperto quel colore sarai veramente felice. Perchè tutto ciò che fai si vestirà di quel colore... E tutto il mondo conoscerà il colore della tua anima da ciò che sarai e farai. Ma che tristezza se non dovessi scoprirlo: non solo non sarai mai appagato e felice, ma tutto ciò che farai sarà un controsenso... Perciò ricorda: Dio vuole la tua felicità più di quanto la vuoi tu, e Lui fa di tutto per farti scoprire quel colore! Allora... mettiamoci in ascolto!

La vita è vocazione


CHE COSA E' LA VOCAZIONE?

Il termine "vocazione" dice precisamente il tuo rapporto con Dio. Sei nato non per caso, ma perché realizzi il tuo progetto specifico".


“Fin dalla nascita ogni persona è destinata alla beatitudine eterna, il Cielo. Dio crea ciascuno con un proposito, una missione. Questa missione è ciò che si conosce con il nome di vocazione"(Catechismo della Chiesa Cattolica, 1604, 1703)


CHI SONO IO?

Compiere la tua unica e irripetibile vocazione è capire che tu non sei nato per caso ma per un atto d’amore; è scoprire la tua identità; è trovare il tuo giusto posto nel mondo.

“Vocazione. È la parola che dovresti amare di più. Perché è il segno di quanto Sei importante agli occhi di Dio. È l’indice di gradimento, presso di Lui, della tua fragile vita. Sì, perché se ti chiama, vuol dire che ti ama. Gli stai a cuore, non c’è dubbio. In una turba sterminata di gente, risuona un nome: il tuo! Stupore generale. A te non ci aveva pensato nessuno. Lui sì! Davanti ai microfoni della storia ti affida un compito su misura… … per Lui! Sì, per Lui, non per te. Più che una missione, sembra una scommessa. Una scommessa sulla tua povertà. Ha scritto “ti amo” sulla roccia, non sulla sabbia, come nelle vecchie canzoni. E accanto ha messo il tuo nome. L’ha scritto di notte! Nella tua notte! Alleluia! Puoi dire a tutti: non si vergogna di me!" (Don Tonino Bello)>


L’esistenza umana si configura come una grande “vocazione”, costellata poi di tante “chiamate” di Dio, di tanti suoi appelli perché possiamo realizzare la nostra vita secondo il suo disegno d’amore. È importante imparare a discernere la sua che ci guida verso la nostra piena realizzazione.

“Nel corso dell’esistenza intesa come “itinerario di vocazione” si possono realizzare più “chiamate” di Dio rivolte agli uomini perché accolgano, confermino, perseverino, testimonino la verità progettuale del proprio “divenire” nella storia. Pertanto la vocazione è “il compito” di tutta l’esistenza umana, che a sua volta è contrassegnata da diverse “chiamate”. (G. De Virgilio)



Chiamati perché amati!


Parlare di chiamata, significa dire che Qualcuno ti chiama, ha a cuore te. Questo Qualcuno è Dio, che da sempre ti ha a cuore e ha un disegno d’amore proprio su di te! Sei stato chiamato all’esistenza. Sei pensato, voluto ed amato. Per te valgono le parole che Dio disse al profeta Geremia:

“Prima di formarti nel grembo materno, ti conoscevo, prima che tu uscissi alla luce, ti avevo consacrato”. (Ger 1, 5)



Tutta la tua esistenza è vocazione (cioè chiamata). La tua vita non è un “caso”, non è solo una serie di scelte che tu compi. Ma è la tua risposta, il tuo SI’ ad una chiamata d’amore che hai ricevuto da Colui che ti conosce da sempre.

“Il nostro Dio è un Dio-che-chiama, e che chiama-perché-ama. Non potrebbe fare a meno di chiamare, anzi, di chi-Amare, perché in lui chiamare è voce del verbo amare: chiama per manifestare il proprio amore, per dire la sua attenzione e preoccupazione (la gelosia biblica) per la persona chiamata come fosse unica per lui… [dunque] parlando di vocazione, parliamo innanzitutto di Dio; è Dio che prende l’iniziativa amandoci e chi-amandoci, e in ogni chiamato Dio esprime un aspetto particolare della sua propria identità. Ogni vocazione svela un aspetto nuovo e originale di Dio!”. (A.Cencini)



In breve, il mistero della vocazione ti dice che:

  • 1) Dio ti ama e per questo ti chiama.
  • 2) In questa chiamata è nascosta la tua verità (e pure la tua felicità).
  • 3) Gesù ti chiama a seguirlo in un particolare stato di vita: matrimonio, consacrazione e/o sacerdozio… perchè la tua vita sia dono per gli altri.

Il Discernimento Vocazionale

“Per scoprire il progetto di vita che può rendervi pienamente felici, mettetevi in ascolto di Dio, che ha un suo disegno di amore su ciascuno di voi.”

Messaggio del Santo Padre Benedetto XVI per la XXV GMG – 28 marzo 2010

La vocazione è quel colore che Dio ha dato alla tua anima, quella speciale sfumatura, così bella da essere unica e irripetibile. E solo quando avrai scoperto quel colore sarai veramente felice. Perchè tutto ciò che fai si vestirà di quel colore... E tutto il mondo conoscerà il colore della tua anima da ciò che sarai e farai. Ma che tristezza se non dovessi scoprirlo: non solo non sarai mai appagato e felice, ma tutto ciò che farai sarà un controsenso... Perciò ricorda: Dio vuole la tua felicità più di quanto la vuoi tu, e Lui fa di tutto per farti scoprire quel colore! Allora... mettiamoci in ascolto!

Discernere bene per vivere bene

Per imparare a riconoscere la voce e l’azione di Dio in te, distinguendola dalle altre voci (specie dal tuo io e dalla tentazione), è importante esercitarti nel discernimento.

“Discernimento” deriva dal verbo latino discernere, composto di cernere (vedere chiaro, distinguere) preceduto da dis (tra): dunque, discernere significa “vedere chiaro tra”, osservare con molta attenzione, scegliere separando. Il discernimento è un’operazione, un processo di conoscenza, che si attua attraverso un’osservazione vigilante e una sperimentazione attenta, al fine di orientarci nella nostra vita, sempre segnata dai limiti e dalla non conoscenza, per essere responsabili, per esercitare la nostra coscienza…. Nel cristiano… il discernimento si manifesta come sinergia tra il proprio spirito e lo Spirito santo… Il discernimento cristiano non è riducibile a un metodo e a una tecnica di introspezione, di maggiore conoscenza di sé, ma è un itinerario che richiede l’intervento di un dono dello Spirito, di un’azione della grazia. Sì, ascoltare lo Spirito, ascoltare la voce di Dio che parla nel cuore umano, nella creazione e negli eventi della storia, richiede di riconoscere innanzitutto questa voce tra tante voci, nella consapevolezza che la voce di Dio non si impone, non comanda, ma suggerisce e propone, anche con un sottile silenzio (cf. 1Re 19,12)” ". (fr. E. Bianchi)


Il discernimento vocazionale è il discernimento applicato alla ricerca dello stato di vita a cui Dio chiama. Non c’è nulla di più importante del realizzare la propria vita secondo il disegno di Dio.

“La nostra vita è un viaggio verso il cielo: qual è il cammino che Dio vuole che io prenda per arrivare là? Se in una stazione ci sono molti treni pronti per partire; (e ogni treno rappresenta uno stato di vita), quale treno Dio vuole che sia il mio? Quale mi porta più velocemente, più sicuramente ad un possesso più totale del fine della mia vita? Chiameremmo pazzo chi arrivando alla stazione Centrale non si preoccupasse di verificare qual è il suo treno, ma storditamente prendesse il primo che incontrasse, solo perché il treno è più moderno, la carrozza più comoda, la compagnia più piacevole … Già possiamo immaginare la fine dello sfortunato passeggero: dovrebbe scendere a metà del cammino e tornare indietro lungo il cammino percorso, perdere il tempo, l’umore e il denaro … Mentre tanti suoi compagni che hanno fatto il viaggio nel treno che gli corrispondeva, benché apparentemente non tanto comodo e bello come il suo stanno arrivando felici alla stazione d’arrivo, prevedendo un ben meritato riposo che li ricompensa in anticipo delle scomodità del cammino. Nel viaggio della vita molti vanno in un treno che non è il proprio: è il treno degli scontenti; tutti protestano, tutti si lamentano di tutto: lo sposo della sua sposa, il padre dei figli, i figli del padre, i professionisti dei suoi clienti, i cittadini del governo… Molti si lamentano perché non entrarono nel treno in cui dovevano, ma in quello che gli suggeriva la voglia! E non c’è un peggior consigliere del proprio desiderio per scegliere la strada nella vita. Quante volte abbiamo assistito a scene di uomini maturi che con le lacrime agli occhi confessano il loro fracasso nella vita: ebbero paura di guardare in faccia il loro cammino… seguirono la politica dello struzzo di interrare la loro testa sotto la sabbia per credersi liberi da quello che non volevano vedere; però arriva fatalmente il momento in cui le conseguenze del loro atto li raggiungono". (Sant’Alberto Hurtado)



Sei punti fare un buon cammino di discernimento

In breve, come fatto notare da Cencini, il mistero della vocazione ti dice che:

  • 1) ESSERE RETTI DI CUORE: per realizzare un autentico ascolto della voce di Dio sono fondamentali il desiderio sincero di voler fare in tutto e per tutto la volontà di Dio e la purificazione delle nostre motivazioni..

    “Mi sembra un grave errore dire che la vocazione è difficile da conoscere. Il Signore ci mette in tali circostanze nelle quali noi non dobbiamo fare altro che andare avanti, bisogna solamente corrispondergli. È difficile conoscere la vocazione quando non la si vuole seguire, quando si respingono le prime ispirazioni. È lì dove s’imbroglia il filo della matassa... Guardate, quando uno è indeciso su farsi o non farsi religioso, vi dico apertamente che questo ha già avuto vocazione; non l’ha seguita immediatamente e si sente ora imbrogliato ed indeciso” (San Giovanni Bosco)


  • 2) COLTIVARE L'AMICIZIA CON DIO: il discernimento della vocazione si gioca sul rapporto personale con Cristo.

    “La cosa fondamentale è discernere e scoprire che ciò che vuole Gesù da ogni giovane è prima di tutto la sua amicizia. Questo è il discernimento fondamentale. Nel dialogo del Signore risorto con il suo amico Simon Pietro, la grande domanda era: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami?» (Gv 21,16). In altre parole: mi vuoi come amico? La missione che Pietro riceve di prendersi cura delle sue pecore e degli agnelli sarà sempre in relazione a questo amore gratuito, a questo amore di amicizia”. (Papa Francesco)

    “E proprio stando davanti a Dio lui conosce e scopre anche se stesso, le proprie risorse e possibilità, ma pure le paure e le resistenze, ciò che a volte lo mette addirittura in fuga da Dio, in lotta con lui". (A. Cencini)

    Più cresce l’intimità con Gesù, più sarà facile distinguere la sua voce tra le mille che risuonano dentro e fuori di noi, rivelandoci la strada da prendere. D'altronde:

    “Nessuno segue un estraneo, nessuno dà la vita per una persona che non conosce”(Paolo VI)

    È perciò importante:

    Coltivare la vita interiore:

    • Incontrare Gesù risorto nei sacramenti, dove lui è presente, ci parla e agisce
    • Meditare la Parola di Dio, specialmente il Vangelo, dove Dio stesso ci parla.
    • Pregare, coltivando un atteggiamento di ascolto e di fiducia. Di particolare utilità è l’affidarsi alla Vergine Maria, maestra e modello di ogni virtù.
    • Farti guidare spiritualmente. Uno sguardo esterno, da parte di una persona adulta nella fede, sono un aiuto preziosissimo per cogliere i segni dello Spirito nella nostra vita.
    • Ritagliarti dei tempi di silenzio e di ritiro per “staccare la spina” dal mondo e attaccarla maggiormente a Dio!


  • 3) PRENDERE CONTATTO CON LA PROPRIA COSCIENZA, lì dove profondamente risuona la voce di Dio.


  • 4) CONOSCERSI, riconoscendo doni e talenti ricevuti, valutando le tue inclinazioni e desideri profondi, considerando anche le tue ferite e le tue paure. Non temere, se Dio ti chiede qualcosa ti dà anche la grazia per attuarlo!

    “Bisogna conoscersi, arrivare a conoscere i doni che abbiamo ricevuto da Dio, i talenti e gli interessi. Poi bisogna liberare la testa e il cuore per capire che non viviamo solo per noi stessi. Saremo allora capaci di discernere come i nostri talenti possano servire gli altri. È l’inizio del discernimento vocazionale”. (card. Luis A. Tagle)


  • 5) SAPER RIFLETTERE, DESCRIVERE E INTERPRETARE GLI AVVENIMENTI ORDINARI DELLA TUA VITA, alla luce della Parola, imparando a mettere insieme i segni di Dio, come tanti fili che compongono un’unica meravigliosa trama. Perciò ti può essere di grande aiuto tener traccia dei momenti significativi in un diario spirituale.


  • 6) COLTIVARE LA GENEROSITA', imparando a cercare ciò che ci permette di servire di più e meglio Cristo e il nostro prossimo.

    Quando si tratta di discernere la propria vocazione, è necessario porsi varie domande. Non si deve iniziare chiedendosi dove si potrebbe guadagnare di più, o dove si potrebbe ottenere più fama e prestigio sociale, ma non si dovrebbe nemmeno cominciare chiedendosi quali compiti ci darebbero più piacere. Per non sbagliarsi, occorre cambiare prospettiva e chiedersi: io conosco me stesso, al di là delle apparenze e delle mie sensazioni? So che cosa dà gioia al mio cuore e che cosa lo intristisce? Quali sono i miei punti di forza e i miei punti deboli? Seguono immediatamente altre domande: come posso servire meglio ed essere più utile al mondo e alla Chiesa? Qual è il mio posto su questa terra? Cosa potrei offrire io alla società? Ne seguono altre molto realistiche: ho le capacità necessarie per prestare quel servizio? Oppure, potrei acquisirle e svilupparle? Queste domande devono essere poste non tanto in relazione a sé stessi e alle proprie inclinazioni, ma piuttosto in relazione agli altri, nei loro confronti, in modo tale che il discernimento imposti la propria vita in riferimento agli altri. Per questo voglio ricordare qual è la grande domanda: «Tante volte, nella vita, perdiamo tempo a domandarci: “Ma chi sono io?”. Tu puoi domandarti chi sei tu e fare tutta una vita cercando chi sei tu. Ma domandati: “Per chi sono io?”. Tu sei per Dio, senza dubbio. Ma Lui ha voluto che tu sia anche per gli altri, e ha posto in te molte qualità, inclinazioni, doni e carismi che non sono per te, ma per gli altri. (Papa Francesco)

    • Darsi da fare nella propria comunità cristiana.
    • Dedicare tempo e risorse alle persone bisognose.
    • Impegnarsi nel volontariato.